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Artrosi del Ginocchio – Approfondimenti Tecnici

Come è fatta una protesi di ginocchio?

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Come vedete la parte superiore abbraccia il femore precedentemente preparato mentre la parte inferiore si introduce nella tibia con un perno; nella parte centrale il polietilene che fa da cuscinetto.

Per impiantarla si apre il ginocchio anteriormente per circa 15 cm, si taglia uno strato sottile di osso dal femore e dalla tibia , poi si incolla la protesi con una colla acrilica ed infine si posiziona la parte centrale.

Le protesi che uso regolarmente hanno la caratteristica di essere ricoperte di nitrito di Titanio che ha la caratteristica di ridurre l’attrito, di essere biocompatible e soprattutto di impedire l’uscita degli ioni metallici causa di allergia dalla protesi: questa caratteristica viene detta ceramizzazione, in quanto la ceramica è un materiale “inerte” che non rilascia particelle all’esterno. Non sono quindi presenti i fenomeni allergici che causano lo scollamento della protesi.

In molti casi utilizzo uno strumentario personalizzato per il paziente:

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si tratta di strumenti fatti su misura, grazie ad un complesso lavoro svolto da computer, che si applicano sull’osso ( sono quelli bianchi, con le fessure) e permettono un lavoro preciso e veloce.

Informazioni pratiche

Il primo passo è capire se davvero avete bisogno di una protesi ovvero   Ovviamente il consiglio di un tecnico, cioè da parte mia, è fondamentale ma la decisione finale è sempre del paziente!

Innanzitutto rispondete a queste domande:

Avete dolore solo dopo sforzi prolungati come una corsa?

Il dolore passa dopo un riposo di 30 minuti ?

Il dolore non necessita di antidolorifici ?

Il dolore passa dopo l’assunzione di un  antidolorifico?

Non avete mai dolore a riposo?
Se avete risposto si a tutte queste domande al momento non siete dei candidati per un intervento di protesi totale .

E’ assolutamente sconsigliato un impianto se:

– Avete avuto un infarto o un ictus da meno di 9 mesi
– Diabete non controllato
– Recenti infezioni vicino al ginocchio
– Gravi deficit di circolazione arteriosa o venosa

In generale la soddisfazione dei Pazienti dopo un intervento di PTG  arriva al 90%, ma bisogna essere sinceri, solo secondo le nostre schede di valutazione; in effetti  le aspettative dei pazienti dopo questo intervento sono maggiori dei risultati effettivamente ottenuti e  la soddisfazione è dell’ 80% per la ripresa funzionale e dell’ 87% per il dolore. Il che non vuol dire che il 13 % ha dolore come prima, ma che si aspettava una completa scomparsa mentre un poco di fastidio rimane. Per la mobilità si segnala che la ripresa di una attività sportiva (come ad esempio il ballo o le bocce) riprende nel 75 % dei pazienti che non riuscivano più a praticare l’attività per il dolore: il 25 % dei pazienti è quindi deluso nella aspettativa di tornare a fare lo sport preferito.

Come vedete la protesi di ginocchio non fa tornare alla normalità, ma migliora molto, in particolare nel dolore , una situazione diventata non più’ sostenibile: forse non è quello che speravate di leggere ma ai pazienti non si dicono bugie, tanto prima o poi …..lo scoprono (un poco come le mogli…..)!

Come funziona il ricovero

Dopo avere eseguito tutti gli accertamenti necessari prima del ricovero, si entra in Ospedale il giorno precedente all’intervento che viene eseguito il mattino dopo, generalmente alle 8. Di norma l’operazione viene svolta in anestesia periferica, per cui il paziente è sveglio e cosciente per tutto il tempo.

Il dolore post-operatorio

Una delle principali paure prima di un intervento chirurgico è quella del dolore. Alcune volte il paziente preferisce sopportare il male da artrosi del ginocchio perché è un problema ”conosciuto” piuttosto che affrontare l’intervento il cui dolore è “sconosciuto”.Affermare che l’intervento di PTG sia completamente indolore è sicuramente esagerato ma le tecniche moderne di gestione del dolore sono assai efficaci e garantiscono minimi disagi al Paziente. L’anestesia praticata procura una completa assenza di dolore per almeno 5 ore , mentre il momento in cui il dolore post-intervento e’ massimo è circa 30-45 minuti dopo la fine dell’operazione.
Prima del termine dell’anestesia inizia un protocollo di trattamento del dolore della durata di 3 gg , composto da alcuni farmaci assai efficaci, che permettono un ottimo controllo del dolore.
Numerosi Pazienti riferiscono una completa assenza di dolore durante tutto il periodo di ricovero ospedaliero! La ripresa del camminare avviene di solito  dopo due giorni dall’intervento e altri 4 giorni il paziente viene trasferito della S.C. di Rieducazione funzionale dove migliora rapidamente la mobilità fino a camminare agevolmente con le stampelle: dopo due settimane si ha la dimissione ed il ritorno a casa.

Sicuramente è molto utile  raggiungere il momento dell’intervento nelle migliori condizioni possibili:

Riduzione del peso
La ragione per dimagrire è ovvia : il minor peso diminuisce l’usura della protesi impiantata. Oltre a questo l’intervento sarà più agevole , con minori complicanze e la ripresa sarà più rapida.
Esercizi preparatori
Compatibilmente con il dolore è utile prima dell’intervento migliorare il tono muscolare per favorire una ripresa veloce.
Una passeggiata tutti i giorni se possibile permette una ripresa del trofismo dei muscoli.
Smettere di fumare
Oltre che per le note conseguenze dannose a numerosi organi interni il fumo aumenta la possibilità di complicanze fino a tre volte rispetto ai non fumatori .E’ necessario almeno scendere sotto le 5 sigarette al giorno.
Infezioni croniche
Se esistono focolai di infezione cronica come granulomi dentari o infezioni croniche delle vie urinarie , e’ necessario procedere alla bonifica prima dell’intervento per evitare le complicanze infettive alla protesi

Prima dell’intervento

La protesi  impiantata funziona ovviamente indipendentemente dalla casa in cui il Paziente vive, ma bisogna adattare la propria abitazione alla limitata mobilità nei primi mesi dopo l’intervento.

I principi generali sono :

sistemare tutte le cose in maniera di poterle
raggiungere facilemente

rendere la casa un posto sicuro senza rischi di caduta
Alcune considerazioni sono molto importanti:

LE scale                                                                                                                                                                                                            Già nella prima parte della rieducazione si impara a salire i gradini ma usare le scale spesso può essere molto stancante. E’ utile quindi se si abita in una casa a più piani, considerare di predisporre i locali in modo da stare il più possibile allo stesso piano .
Le scale che comunque bisogna percorrere dovrebbero essere fornite di corrimano e avere gradini non sdrucciolevoli ( eventualmente aggiungere le apposite strisce adesive )
Il bagno
Il bagno deve essere sicuro , visto che per 4-5 settimane ci si muove con le stampelle : eliminare quindi ogni ostacolo quali tappeti o piccoli mobili.
La cucina                                                                                                                                                                                                                            Piazzare tutti gli oggetti utili ( pentole, stoviglie,……) ad una altezza facilmente raggiungibile senza piegarsi.                                                                                                                                                                                     Il resto della casa                                                                                                                                                                                 Eliminare ogni tappeto.
Se avete un animale da compagnia considerate che avrete bisogno di aiuto per gestirlo. Attenzione agli animali troppo affettuosi che si infilano fra le gambe …..!

Le complicanze

Come tutti gli interventi chirurgici , anche la PTG ha alcune complicanze che devono essere ben conosciute per poterle prevenire il più possibile.
Complicanze precoci

 

1)L’infezione (0,1%)

L’infezione e’ una delle complicanze più temibili ed è definita precoce se appare entro un mese dall’intervento. La percentuale di guarigione e’ del 95% . I sintomi sono assai evidenti e sono costituiti da dolore locale spiccato con arrossamento della cute e febbre alta. Il trattamento e’ un immediato lavaggio della protesi e della ferita chirurgica e una corretta terapia antibiotica.

NON sono segni di infezione :

arrossamento della ferita senza dolore o edema
una colorazione bluastra vicino alla ferita
una minima secrezione sierosa dalla ferita

2) La tromboflebite ( 1% )

La formazione di un coagulo dentro una vena può essere facilitato da un intervento di PTG . L’uso regolare di un prodotto a base di eparina limita notevolmente questo problema.
Per fortuna assai più rara e’ l’embolia polmonare , situazione grave in cui una parte del coagulo si stacca e finisce nei polmoni con importanti conseguenze respiratorie .

Complicanze tardive

1)L’infezione (0,2 %)

L’infezione che compare almeno dopo un mese dall’operazione ha segni molto meno evidenti , spesso solo un saltuario dolore al ginocchio , che diventa più forte nel tempo e compare anche di notte .Comparendo i sintomi più tardivamente rispetto alle infezioni precoci il tessuto infiammatorio sostituisce parte del tessuto osseo che ancora la protesi che diventa instabile. La percentuale di guarigione scende al 71%. Il trattamento e’ un doppio intervento , prima di rimozione della PTG e sostituzione con una protesi composta di cemento ricco di antibiotici , poi dopo sei mesi dal riposizionamento di una nuova protesi.

2) Lo scollamento ( 0,5 % )

Si ha una mancata adeguata fissazione della protesi all’osso che prima era presente. Le cause non sono ben note se non nei casi di allergia al metallo. Dopo qualche anno si forma tra l’osso e la protesi un tessuto infiammatorio che rende la protesi mobile.
l sintomo è principalmente il dolore che aumenta nel tempo e aumenta sotto sforzo.
La terapia è la sostituzione della PTG con una protesi speciale da revisione.

La molla, ovvero il Kinespring, ovvero l’Atlas!

Come si posiziona?

Si inizia identificando l’epicondiloSchermata 2016-04-13 alle 21.50.39

si identifica la parte mediale della tibia

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e si seleziona la lunghezza della molla

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Fatto questo si determina il punto di fissazione tibiale.

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Poi si introduce la prova,

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si fissano le guide per l’impianto definitivo,

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e alla fine si mette in sede la molla

Schermata 2016-04-13 alle 21.51.49Schermata 2016-04-13 alle 21.51.57